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Inferno a Gaza
Forse l’Iran è un pericolo. Ma lo stato più assassino e criminale si chiama Israele. E le vittime delle sterminio oggi non sono ebree ma palestinesi. A Gaza un popolo vive all’inferno. E nonostante la propaganda della onnipotente stampa sionista e le stucchevoli sempiterne giornate della memoria si 60 anni fa, le sedicenti vittime sono oggi carnefici.
E' salito ad almeno 60 palestinesi morti, tra cui sette bambini e 100 feriti il bilancio provvisorio delle incursione israeliane in corso da stamane nella Striscia di Gaza. "L'operazione durerà finchè sarà necessario", ha dichiarato con la solita tracotanza del governo ebraico Ronen Moshe, portavoce del ministro della difesa israeliano. "Non ci siamo fissati nessun limite di tempo". Figuriamoci, si considerano al di sopra di ogni legge. Le leggi servono agli altri. La drammatica situazione ha indotto il consiglio di sicurezza dell'Onu a riunirsi d'urgenza su richiesta del presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen. Ma l’ONU per Israele è zero. Vale solo contro l’Iran, l’Iraq e altri nemici ai due grandi stati canaglia: Israele e Stati Uniti
L'incursione israeliana a Gaza è la più sanguinosa dopo molti mesi e giunge dopo un'escalation che nei quattro giorni precedenti aveva causato almeno 66 morti. Si tratta del bilancio più pesante dai tempi del ritiro israeliano dalla Striscia, avvenuto nell'estate del 2005. Tra le vittime anche il figlio di un deputato di Hamas, Abdurahman Shihab, membro della brigate Ezzedin al Qassam.
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La Russia reagisce |
fanatismo sionista |
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