|
Gaza: non si può vivere senz'acqua
Tragico paradosso. Le gerarchie cattoliche - bandiera e simbolo della giustizia evangelica e dell'umana bontà - hanno lanciato tutti iloro anatemi contro due cattolici che avevano osato esprimere dubbi sull'olocausto. Questi nulla hanno detto sull'olocausto palestinese che avviene oggi - non 60 anni fa - sotto ai loro occhi. Williamson e Abramovitz sono stati messi all’indice.
Né l’uno né l’altro hanno fatto un passo indietro. Ne potevano farlo senza diventare dei vili pagliacci, come molti loro avversari hanno dimostrato essere.
Molto dignitosamente Williamson ha detto di essere pronto a rinunciare ai suoi dubbi sulle camere a gas quando vi saranno prove inoppugnabili della loro esistenza.
Queste prove non dovrebbero essere difficili da ottenere : basterebbe una commissione tecnica internazionale che smentisca un volta per tutte il principale assunto dei negazionisti: ovvero che i cosiddetti forni di Auschwitz non erano assolutamente tecnicamente in grado di gasare nessuno.
Non si capisce perché non si facciano indagini inoppugnabili su questo punto preciso: più che costruire musei olocaustici che nascono come funghi sarebbe utile ai sacerdoti della religione olocaustica un referto tecnico, neutrale e internazionale, che dimostri l’invereconda falsità di chi sostiene che ad Auschwitz era tecnicamente impossibile usare lo Zyklon B senza gasare anche i carnefici.
Ciò detto resta sconcertante, per chi ritiene che la fede non sia antitetica alla ragione, l’incredibile passo indietro del Vaticano di fronte all’aggressione mediatica, alle tracotanti pretese dei rabbini, alla nauseante sortita dell’ex collaboratrice del criminale regine della Germania Est, Angela Merkel, primo caso nella storia recente di un premier tedesco che attacca frontalmente il Papa.
In questi anni sono state dette cose incredibili, vere e proprie eresie in materia religiosa riconoscibili persino da chi, come chi scrive, non può certo illudersi di esser dotto in questo campo : eppure c’è sempre stata la massima tolleranza, per non dire un complice silenzio.
E’ infatti incredibile constatare che se il Vescovo Williamson avesse pesantemente ribadito la condanna radicale del Concilio Vaticano II, cioè avesse pronunciato ancora un giudizio severo e totalmente contrastante i dettami delle attuali gerarchie ecclesiastiche, tutto sarebbe passato sotto silenzio, nonostante l’evidente gravità di un vulnus in materia dottrinale.
E invece il Vescovo ha dato un parere su un fatto storico, un’opinione personale su un tema, quello storico appunto, per sua natura soggetto a ricerca e conseguente revisione. Un parere che riguarda solo la sua scienza e la sua coscienza, non certo le verità rivelate. Non c’è nulla di eretico e neppure di irriguardoso verso la Chiesa e il Pontefice.
Eppure è scattato l’anatema, Williamson è stato accusato di bestemmia, ricacciato fuori dalla comunità. Proviamo a pensare il contrario , pensiamo a cosa accadrebbe se la Chiesa mettesse all’indice chiunque osa minimizzare i crimini di Israele. Se la Chiesa protestasse con la stessa veemenza, per non dire tracotanza, dei rabbini contro il Papa, per i soprusi pesanti e quotidiani che i cristiani subiscono in Palestina. Non vogliamo minimamente entrare in materia religiosa: ma la ersa del Vaticano – come dei governi UE – alle tracotanti pretese sioniste hanno una valenza politica per tutti noi. Ancora una volta: siamo tutti palestinesi.
|
|
|
Gaza tunnel ntework saves lives |
|
|
|
|
|
|